Analisi della purezza e della qualità di fiorume autoctono

Queste indagini si basano sulla caratterizzazione della qualità e germinabilità di miscele da preservazione (fiorume per ripristini ambientali) prelevate da prati donatori ad alta biodiversità, individuati grazie a dei rilievi fitosociologici .

La raccolta dei semi da specie selvatiche è il primo anello della lunga catena di passaggi che porteranno all’utilizzo del fiorume in contesti ambientali soggetti a ripristino .

Il prelievo dei semi in natura può anche rappresentare la prima fase di una successiva moltiplicazione e coltivazione delle specie in un sistema produttivo aziendale. Infatti, quando il germoplasma viene prelevato in condizioni naturali, le principali preoccupazioni che possono sorgere riguardano da una parte l’esigenza di ridurre al minimo il rischio di impoverire la popolazione nativa del germoplasma, dall’altro la necessità di mantenere elevata la variabilità genetica e fenotipica della popolazione donatrice. La coltivazione di alcune specie spontanee in azienda può soddisfare queste esigenze, riducendo l’entità e la frequenza del prelievo dalle popolazioni naturali.

Con le analisi di laboratorio del fiorume è possibile determinare le specie che sono state raccolte e in quale proporzione, e definire il rapporto tra semi integri e il materiale di scarto (culmi, foglie). Ulteriori prove in laboratorio e in vivaio permettono di definire la capacità germinativa del lotto di semi e ricavare la densità di semina ottimale (link al video delle analisi di laboratorio: https://youtu.be/8F4Qc2htkkE)

Infine, il fiorume analizzato è utilizzato per inerbire suoli soggetti ad erosione o privi di cotico, in situazioni ambientali e climatiche diverse. La semina del fiorume può essere realizzata a spaglio o con l’idrosemina.