



Torbiere alpine e altri habitat umidi
Gli habitat umidi sono tra quelli maggiormente soggetti a depauperamento, sia per le attività umane (captazioni idriche, regimentazione delle acque, deviazione dei corsi d’acqua) che per gli eventi climatici estremi (alluvioni e siccità). In questi ambienti ricchi in biodiversità, ma estremamente fragili, il ridotto apporto idrico e l’incremento delle temperature determinano alterazioni nel ciclo biologico delle specie vegetali, compromettendone le fasi riproduttive, la sopravvivenza dei semi e l’attecchimento delle plantule.
Le torbiere alpine, in particolare, mostrano un destino incerto, dovuto all’esistenza di molte minacce e alla loro condizione relittuale.
Le strategie per una corretta gestione di tali biotopi consistono nell’attuare azioni di conservazione sia in situ che ex situ. Le prime attraverso rilievi floristico-vegetazionali, raccolta di dati stazionali e azioni di contenimento della vegetazione invasiva; le seconde mediante studi e prove di laboratorio e/o vivaio, sulla qualità e germinabilità del germoplasma disperso, unitamente a indagini sulle caratteristiche della banca dei semi del suolo.
Portfolio
- Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo – “Percorsi di sostenibilità” – 2023 – Mis. 3. Progetto “To.Bio – Recupero di torbiere per favorire la biodiversità”. Consulenza per lo studio delle esigenze di germinazione di 16 specie tra quelle tipiche e vulnerabili delle torbiere e verifica dell’esistenza di una banca semi del suolo e della sua ricchezza in specie. Committente: Ente di gestione Aree Protette Alpi Marittime (2023-2024).
2. Interreg Alcotra V-A Francia-Italia 2014-2020, Pitem “BIODIVALP”. Progetto 3 n. 5217 GEBIODIV, azione WP 4.3. Svolgimento di attività di ricerca inerenti lo studio e la germinazione di semi di Typha minima, al fine di individuare un protocollo di coltivazione e conservazione ex situ di questa entità. Committente: Ente di Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie (2021).
3. Incarichi diversi per la rigenerazione, a partire da spore e semi di entità di elevato interesse conservazionistico, tra le quali alcune Pteridofite (es. Dryopteris remota, Swertia perennis, Osmunda regalis) e piante carnivore (Drosera rotundifolia, Pinguicula alpina, P. leptoceras). Committente: Ente di gestione dei Parchi e delle Riserve Naturali Cuneesi
4. Consulenza in collaborazione con il Parco Regionale Lagoni di Mercurago, per la rigenerazione di specie acquatiche rare e endemiche (Nimphaea alba, Trapa natans subsp. verbanensis). Committente: Ente di gestione delle Aree Protette e delle Riserve Naturali del cuneese.
Fitodepurazione
Per quanto riguarda la fitodepurazione (vale a dire di quel sistema di depurazione naturale delle acque reflue domestiche, agricole e industriali con l’ausilio delle piante e delle loro colonie batteriche), lo studio delle specie vegetali idonee all’allestimento dell’impianto consente di ottimizzarne la performance del sistema filtrante e incrementare l’attecchimento della flora da mettere a dimora nelle vasche.
Le prove di germinazione, da condursi in situ o ex situ, forniscono indicazioni utili sulla vitalità e il vigore dei semi delle specie utilizzate, sulla capacità di autorigenerarsi delle piante adulte e sulla tolleranza delle piante, nelle prime fasi di crescita, ai reflui in ingresso nell’impianto.
Portfolio
- Interreg AL.Co.Tra “Fitodep. Fitodepurazione in ambiente alpino”. Consulenza e attività di raccolta, conservazione e rigenerazione di semi di specie destinate alla fitodepurazione in ambiente alpino (2013-2015).