Collezioni vive e giardini spontanei di flora selvatica commestibile

Aiuole con piante selvatiche commestibili (Foto: V. Carasso, 2022)

Dopo anni di esperienza in laboratorio e in vivaio ho appreso quali specie fitoalimurgiche si possono “addomesticare”, mediante la germinazione dei loro semi, raccolti direttamente in natura.

Queste collezioni offrono la possibilità agli Chef di attingere direttamente dall’orto o dal giardino specie che diversamente necessiterebbero di essere ricercate nell’ambiente selvatico, senza rischi di contaminazioni parassitarie o di depauperamento delle popolazioni naturali.

Inoltre, la disponibilità di collezioni vive di piante fitoalimurgiche consente a chi le utilizza di riconoscerne, nel corso della stagione vegetativa, tutte le fasi di vita interessanti per gli utilizzi alimentari.

Infine, queste collezioni costituiscono un biglietto da visita di grande originalità e pregio per gli ospiti della struttura, offrendo occasioni di visite guidate e di approfondimenti sugli ingredienti di origine selvatica utilizzati nei menu.

La flora intorno a casa, un tempo, era molto ben conosciuta dai residenti, in quanto era parte integrante della loro dieta. Queste conoscenze di carattere etnobotanico, con il crescere del benessere economico, sono via via scomparse, insieme alla memoria storica delle ricette che vedevano le erbe spontanee protagoniste assolute in cucina.

Lo studio della flora selvatica ancora presente nell’intorno di una attività ricettiva (agriturismo, rifugio, resort, etc.) consente di evidenziare le specie vegetali di pregio che ancora si trovano nelle vicinanze, evidenziarne i punti di forza (es. presenza di specie rare, come le orchidee) o di debolezza (aree compromesse, da riqualificare) e creare, nel corso delle stagioni, percorsi di visita o occasioni di scoperta da fare con i clienti.

La preparazione di pannelli esplicativi, con informazioni utili sulla flora del posto, possono trasformare un percorso anonimo in una passeggiata ricca di spunti e di scoperte.